FOTO: L’architettura fascista in tutta Italia ora online: “I luoghi della memoria dell’Italia fascista & Il progetto.” Istituto nazionale Ferruccio Parri, Milano (23/11/2022).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2021. L’architettura fascista in tutta Italia ora online: “I luoghi della memoria dell’Italia fascista & Il progetto.” Istituto nazionale Ferruccio Parri, Milano (23/11/2022); S.v., La Repubblica & CNN / USA (23/11/2022). Anche: “Architettura fascista non fascista” (1991/2017); in: Dr. Arch. Rossana Vinci (2017); Dr. Arch. Flavia Marcello (2007); Prof. Arch. Rossana Bossoglia & Prof. Arch. Giorgio Muratore (2003) & Dr. Arch. Elisabetta Terragni (1991).

1). ITALIA – “I luoghi della memoria dell’Italia fascista & Il progetto.” Istituto nazionale Ferruccio Parri, Milano (23/11/2022).

I luoghi del fascismo. Il progetto
Il territorio di questo paese conserva molte tracce del suo passato fascista sotto forma di edifici, monumenti, ma anche nomi di strade, vie o scuole. In alcuni casi, quando simboli, monumenti e intitolazioni sono presenti nella nostra vita quotidiana senza essere oggetto di commemorazione o ricostruzione memoriale specifica, essi giacciono lì, muti per la maggior parte della popolazione, ma presenti e disponibili a diversi tipi di riattivazione. In altri casi questi luoghi sono invece oggetto di commemorazioni e cerimonie, per lo più presidi di una memoria minoritaria, ma che riappare carsicamente nella storia d’Italia, coltivate da minoranze neofasciste o della nuova destra, che cercano di costruire un ponte che legittimi il presente attraverso la storia del passato fascista, ma anche che permetta di coltivare costruzioni identitarie antidemocratiche.

Per riflettere su questi fenomeni, l’Istituto nazionale Ferruccio Parri ha avviato un progetto che ha l’obiettivo di mappare e ricostruire progressivamente la storia dei ‘luoghi della memoria’ locale e nazionale del fascismo storico (1919-1945). Obiettivo del progetto è individuare e analizzare i monumenti e le intitolazioni di strade e edifici pubblici che sono stati costruiti come luoghi della memoria del fascismo durante il regime o negli anni successivi alla Liberazione del paese.

Questa mappatura ha l’obiettivo di verificare la geografia di questi monumenti e di queste intitolazioni ricorrenti; leggerne la stratificazione storica e in ogni caso ricostruire la storia di questi luoghi della memoria, del significato che hanno assunto del tempo e di come sono stati modificati dal tempo o dagli uomini e dalle donne di questo paese. Questa ricerca dovrebbe così permettere di leggere e analizzare i diversi modi in cui nelle composite comunità locali e territoriali la memoria del fascismo è stata preservata e/o ricostruita, come questa costruzione si collochi in relazione con altre memorie politiche e come, nel corso di questi anni, in concomitanza con la rilegittimazione in corso dell’esperienza fascista, queste memorie si siano ridefinite e rialimentate. Questo progetto ha nutrito anche una riflessione scientifica più articolata, che è stata ripresa e riarticolata nel volume curato da Giulia Albanese e Lucia Ceci intitolato I luoghi del fascismo. Memoria, politica e rimozione (Viella, 2022).

Questo progetto è coordinato da Giulia Albanese insieme a un gruppo di lavoro del comitato scientifico del Parri composto da Filippo Focardi (direttore scientifico dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri), Mirco Carrattieri, Lucia Ceci, Costantino Di Sante, Carlo Greppi, Metella Montanari, Nicola Labanca. Questo gruppo, a partire dal 2021, è stato sostituito dai membri del nuovo Comitato scientifico del Parri (2021-2024): Filippo Focardi (Direttore scientifico, Presidente), Laura Bordoni, Lucia Ceci, Annalisa Cegna, Chiara Colombini, Andrea Di Michele, Nicola Labanca, Matteo Mazzoni, Santo Peli, Antonella Salomoni, Giovanni Scirocco.

Il progetto del sito e del database è stato realizzato da Igor Pizzirusso.
Antonio Spinelli e Giulia Dodi hanno invece curato redazione, approfondimento scientifico e validazione delle schede (oltre a contribuire con ulteriori segnalazioni).
Fondamentale è stato il lavoro dei volontari della rete degli istituti per la storia della resistenza che hanno inviato segnalazioni o realizzato il primo censimento, ma anche da studiosi indipendenti che hanno collaborato all’individuazione dei luoghi e alla loro schedatura. Questa ricerca è dunque il frutto di un progetto collaborativo e in progress, ma ciascuna scheda riporta l’indicazione dell’autore della compilazione.

L’Istituto nazionale Ferruccio Parri ha aperto una collaborazione con Postcolonialitaly.com, per rendere disponibili a quel progetto i luoghi coloniali censiti in questo sito e ricevere le schede di quel sito con riferimento ai luoghi coloniali che sono pertinenti per questo progetto. Nella scheda descrittiva daremo conto di eventuali schede derivate da quel progetto.

Fonte / source:
— Istituto nazionale Ferruccio Parri, Milano (23/11/2022).
https://www.luoghifascismo.it/

RARA 2021. "I luoghi della memoria dell’Italia fascista & Il progetto." Istituto nazionale Ferruccio Parri, Milano (23/11/2022); S.v., La Rep. & CNN / USA (23/11/2022).
FOTO: ‘I luoghi della memoria dell’Italia fascista & Il progetto.’ Istituto nazionale Ferruccio Parri; in: “Il Regime Abita Ancora Qui”, LA REPUBBLICA (23/11/2022).

2). ITALIA – ‘I luoghi della memoria dell’Italia fascista & Il progetto.’ Istituto nazionale Ferruccio Parri; in: “Il Regime Abita Ancora Qui”, LA REPUBBLICA (23/11/2022).

Obelischi, vie, monumenti. L’Istituto nazionale Ferruccio Parri pubblica una mappa online e un libro per censire i luoghi superstiti del fascismo. Non per distruggerli, ma per ricontestualizzarli. E non dimenticare

Per svariati decenni larga parte degli italiani non se n’è accorta, o ne ha sottovalutato il significato simbolico. Ora una mappatura dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri ci mette davanti agli occhi gli innumerevoli luoghi del fascismo con cui abbiamo finora convissuto, tra qualche imbarazzo e un più generale torpore civile. Strade, monumenti, lapidi, iscrizioni, scuole ed edifici pubblici che a cent’anni dalla marcia su Roma portano intatte le tracce del regime. Una ricognizione tardiva? Quella degli italiani è stata un’elaborazione lunga e controversa, costellata di tanto in tanto da polemiche locali o da più ampie baruffe nazionali, rinnovate anche di recente intorno al falso dilemma tra conservazione e cancellazione. Come se l’alternativa fosse soltanto tra mantenere intatti l’obelisco, l’arco, l’affresco incensante o distruggere senza pietà le vestigia del passato. Il merito di questa nuova preziosa indagine, ora raccolta nel volume di Viella I luoghi del fascismo. Memoria, politica, rimozione, sta proprio nella sua finalità civile e culturale: vedere come questa eredità sia stata preservata o ricostruita – in qualche caso anche rialimentata dalla destra postfascista – con l’intento di consegnarla definitivamente alla storia.

“Storicizzare” e “risemantizzare” sono le parole usate da Giulia Albanese e Lucia Ceci, curatrici del progetto che ha coinvolto molti altri storici. Che cosa vuol dire concretamente in riferimento ai segni materiali del ventennio? Tra l’indifferenza e il piccone esiste una terza strada, che è quella di fornire gli strumenti per una lettura critica del passato. L’hanno fatto a Bolzano, nella piazza della Vittoria poi rinominata piazza della Pace. “L’Arco voluto da Mussolini rappresenta il più importante tentativo di riappropriazione democratica della memoria monumentale del fascismo”, dice Albanese, autrice di importanti studi sulla Marcia su Roma. “Progettato negli anni Venti per celebrare la visione nazionalista e fascista della Grande Guerra, l’Arco è stato sempre vissuto dalla comunità germanofona come una proposta di italianità aggressiva. Oggi ospita un percorso espositivo sulle dittature fascista e nazista che impone un ragionamento a chiunque entri in contatto fisico con quel luogo”. Un lavoro di storicizzazione che in Italia è rimasto abbastanza isolato.

Basta andare sul sito http://www.luoghifascismo.it, che sarà presentato oggi all’Istituto Parri insieme al volume di Viella, per mettere a fuoco la diffusione capillare dell’eredità fascista nelle nostre città. Il sito è in costante aggiornamento, ciascuno può segnalare tracce della dittatura. Ma già da ora si può vedere che strade, monumenti, lapidi sono uniformemente distribuiti nella penisola, con una predilezione del Sud per le origini del fascismo – molte le vie dedicate a Italo Balbo e Michele Bianchi e alla Marcia su Roma – e un generale encomio per le imprese coloniali e la grandezza dell’Impero, ancora evocato da vie, cinema e mappe marmoree. Nonostante la furia iconoclasta dopo la caduta del fascismo, resistono ovunque simboli e scritte propagandistiche che non fu facile rimuovere nel dopoguerra: lo testimoniano le lettere dei prefetti che si opponevano all’obliterazione dei fasci littori con ragioni di natura estetica.

Ed è raro leggervi accanto una spiegazione critica del passato, come quella proposta di recente a Palazzolo Acreide, un piccolo paese vicino a Siracusa. Di fianco alla stele che commemora le glorie imperiali in Etiopia, è comparsa una targa in vetro in cui si legge: “Il tentativo di giustificare la sottomissione di una nazione libera da parte del regime fascista è in contrasto con valori e diritti universali oggi sanciti dalla Costituzione”. Si può fare, non è difficile. A Roma l’opera di “risignificazione” appare opaca e contraddittoria, tanto da suscitare lo sdegno del New Yorker che cinque anni fa si chiedeva polemicamente: Why Are So Many Fascist Monuments Still Standing in Italy? L’articolo di Ruth Ben-Ghiat muoveva dal Palazzo della Civiltà all’Eur, il quartiere mussoliniano che fu portato a termine nel dopoguerra proprio da Marcello Piacentini, l’architetto del regime.

Ma più in generale l’abbondanza di palazzi littori rimasti integri fino a oggi ha una ragione storica. All’indomani della Liberazione, in un Paese devastato, il nuovo governo democratico non poteva permettersi nuove distruzioni, così procedette al riutilizzo di edifici pubblici, scuole, uffici postali, case del fascio, stazioni, impianti sportivi, con un minimo intervento di scalpello e pennello. Non ci fu mai una vera defascistizzazione dello spazio pubblico. Tuttora la Cgil risiede in quello che fu il Palazzo della Confederazione fascista dei lavoratori dell’agricoltura, con i simboli marmorei del ventennio (proprio lo stesso edificio preso d’assalto dai neofascisti di Roberto Fiore).

RARA 2021. "I luoghi della memoria dell’Italia fascista & Il progetto." Istituto nazionale Ferruccio Parri, Milano (23/11/2022); S.v., La Rep. & CNN / USA (23/11/2022).
Foto: Mrsimone7, “Rome – Foro Italico / Stadium at Night,” Skypixel (20 Dec. 2016); in: RARA 2020 [04/08/2020].

Nell’aula magna del Rettorato, alla Sapienza, gli studenti possono imbattersi nel fascio littorio dipinto da Mario Sironi nel murale, un tempo cancellato e qualche anno fa restituito alla sua versione originale. Così come nella sede del Comitato Olimpico Nazionale, al Foro Italico, incontri istituzionali si svolgono davanti a un gigantesco Mussolini ritratto da Luigi Montanarini mentre arringa la folla tra stendardi fascisti. Ogni tanto esplode qualche polemica, condannata però a spegnersi senza alcun esito. L’obelisco con la scritta Mussolini Dux, sempre al Foro Italico, campeggia solitario e tronfio senza alcuna contestualizzazione: a chi vi passa davanti non viene spiegato che è il simbolo di una dittatura che perseguitò gli ebrei e condusse a morire in guerra centinaia di migliaia di italiani. E la “risemantizzazione” realizzata per le Olimpiadi del 1960 – un paio di date del calendario democratico incise nei due blocchi laterali – appare piuttosto oscura, in una sostanziale continuità con il passato.

La questione della memoria fascista non si limita all’enorme patrimonio ereditato. Soprattutto dagli anni Novanta a oggi sono fiorite nuove iniziative che hanno tinto di nero le nostre città. E sempre più rivendicative appaiono le liturgie del neofascismo organizzate presso i sepolcri dei caduti di Salò. È su questo passaggio che occorre prestare particolare attenzione: a una destra postfascista che celebra figure e simboli non solo del ventennio ma anche della Repubblica Sociale – le strade intitolate a Giorgio Almirante e Araldo di Crollalanza, il sacrario di Rodolfo Graziani voluto da Francesco Lollobrigida, ministro e cognato di Giorgia Meloni – corrisponde una sinistra distratta e sonnacchiosa, la stessa che liquida l’antifascismo come categoria novecentesca e magari finanzia a Roma il restauro della Casa della Gioventù italiana del Littorio ribattezzandola “WeGil”: possibile che nessuno si sia interrogato su quella infelice appropriazione? (2017, Regione Lazio di centrosinistra). Di distrazione in distrazione, sappiamo come è andata a finire.

Può esserci forse di conforto che non siamo gli unici in Europa. Se in Germania sono stati più bravi di noi con la trasformazione dei luoghi della persecuzione nazista in luoghi di documentazione storica – ma anche loro ci hanno messo un bel po’ – la Spagna rispolvera gli eroi del franchismo e mantiene nell’incertezza il significato civile della Valle dei caduti, il faraonico mausoleo dedicato alla vittoria del Generalissimo. Non esiste un’eccezionalità italiana, dunque, ma resta il problema: la difficoltà di storicizzare i luoghi del fascismo è “un chiaro segnale delle oscillazioni del paese nei suoi riferimenti identitari”, come dice Albanese. E non è certo irrilevante che oggi si sia insediato a Palazzo Chigi il governo più di destra che abbiamo mai avuto nella storia repubblicana. Nel rapporto con le tracce materiali del Ventennio si definisce anche l’identità del paese futuro. La ricerca dell’Istituto Parri e il volume di Viella stanno lì a ricordarcelo.

La presentazione
Martedì 22 novembre a Milano alle 16.30 alla Casa della memoria, l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri presenta il portale “I luoghi della memoria dell’Italia fascista” e il volume I luoghi del fascismo. Memoria politica, rimozione a cura di Giulia Albanese e Lucia Ceci, pubblicato da Viella (pagg. 356, euro 32)

Fonte / source:
— La Repubblica (23/11/2022).
https://www.repubblica.it/cultura/2022/11/21/news/luoghi_fascismo_istituto_parri_libro_e_mappa_online-375514316/

RARA 2021. "I luoghi della memoria dell’Italia fascista & Il progetto." Istituto nazionale Ferruccio Parri, Milano (23/11/2022); S.v., La Rep. & CNN / USA (23/11/2022).
Foto: Mauro Pagliai, “Son of the Century.” SKYPIXEL (29 Jan. 2020); in: RARA 2021 [21/08/2021].

3). ITALY – Map of Italy’s fascist monuments goes online. CNN / USA (23/11/2022).

Rome — More than 1,400 monuments, street signs and plaques honoring fascism have been put online in the first nationwide attempt to document the symbols of Benito Mussolini’s regime that still dot the urban landscape of Italy.

While Germany systematically scrubbed clean any sign of Adolf Hitler’s Nazi regime after World War II, Italians took a much less rigorous approach to removing traces of their Mussolini’s 21-year dictatorship.

The “places of fascism” website was unveiled on Tuesday by the Istituto Nazionale Parri, a Milan-based historical research institute, following four years of research.

It lists famous landmarks, such as the obelisk in Rome marked in giant lettering with “Mussolini Dux” (Mussolini leader), as well as more obscure memorials up and down the country.

“It is a partial census … We know very well that it’s not complete, it’s very much a work in progress,” Igor Pizzirusso, a public history researcher and webmaster of the site, told Reuters.

The website will be expanded with submissions from the public, subject to verification by experts, Pizzirusso said, adding that about a dozen suggestions came in Tuesday after the website was publicized in La Repubblica newspaper.

Italy has a complicated relationship with its fascist past, now under greater scrutiny as Giorgia Meloni, a hard-right politician with a teenage past as a Mussolini fan, was sworn in as prime minister last month.

Meloni, who won September’s election, insists she and her Brothers of Italy party have embraced mainstream conservatism, declaring in August that “the Italian right has handed fascism over to history for decades now.”

Nevertheless, the party and its right-wing allies in October went on to elect as speaker of the Senate Ignazio La Russa, a collector of Mussolini memorabilia who once said that the fascist one-armed salute was more hygienic than handshakes.

Fonte / source:
— CNN / USA (23/11/2022).
https://www.cnn.com/travel/article/italian-fascist-monuments-scli-intl/index.html

RARA 2021. "I luoghi della memoria dell’Italia fascista & Il progetto." Istituto nazionale Ferruccio Parri, Milano (23/11/2022); S.v., La Rep. & CNN / USA (23/11/2022).
Foto: Riccardo, “Fendi’s palace, other side of Rome – This is the Fendi palace in Rome, also known as the “Square Colosseum.” Skypixel.com. (22/03/2019).

4). ITALY / ROME – ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2021. “La Roma di Mussolini” – The strange backdrop to the G-20: A Roman neighborhood built as a fascist showpiece. The Washington Post (27/10/2021). Anche: Roma – Il G20 nel quartiere d’epoca fascista: “Il Washington Post” ora la cancel culture prenderà di mira l’Eur? Corriere Della Sera (28/10/2021). S.v., “Architettura fascista non fascista” (1991/2017); in: Dr. Arch. Rossana Vinci (2017); Dr. Arch. Flavia Marcello (2007); Prof. Arch. Rossana Bossoglia & Prof. Arch. Giorgio Muratore (2003) & Dr. Arch. Elisabetta Terragni (1991). https://wp.me/pbMWvy-287

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