Foto: XXI APRILE, NATALE DI ROMA – Il Duce risponde alle acclamazioni dei Giovani Fascisti adunati in Piazza Siena per il concorso ginnico: accanto a Mussolini e` sir Oswald Mosley, Capo dei Fascisti inglesi.
Il Mattino Illustrato, Anno X – No. 18 – Napoli (1933-XI)
.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2022. ROME – Britain ‘secretly backed’ Mussolini’s March on Rome. The Times London (03 Oct. 2022) = NERO DI LONDRA – DA CAPORETTO ALLA MARCIA SU ROMA: COME L’INTELLIGENCE MILITARE BRITANNICA CREO’ IL FASCISTA MUSSOLINI. Nuovo Giornale Nazionale (21/09/2022).

1). ROME – Britain ‘secretly backed’ Mussolini’s March on Rome. The Times London (03 Oct. 2022).

Benito Mussolini’s seizure of power in Italy in 1922 was secretly assisted by the British government, which bet on the fascist dictator to protect its interests in the Mediterranean, a new book claims.

RARA 2021. Roma Imperiale nel giorno del Natale dell' Urbe: la meravigliosa visione dei Via dell' Impero, del Foro Traiano al Colosseo; in: Il Mattino Illustrato, Anno X - No. 18 - Napoli (1933-XI): 296-297. S.v., Il Messaggero (21/04/1933): 3.
Foto: XXI APRILE, NATALE DI ROMA – Il Duce risponde alle acclamazioni dei Giovani Fascisti adunati in Piazza Siena per il concorso ginnico: accanto a Mussolini e` sir Oswald Mosley, Capo dei Fascisti inglesi.
Il Mattino Illustrato, Anno X – No. 18 – Napoli (1933-XI).

Backed by violent gangs of black shirts, Mussolini set up a fascist regime in Italy in the 1920s, banned Jews from public life in the 1930s and sided with Hitler in the Second World War before he was lynched by partisans in 1945.

Although he battled the British in Africa during the war, archives show that Mussolini partly owed his rapid rise to British officials who helped to organise his 1922 march on Rome, according to Giovanni Fasanella, co-author of Nero di Londra.

“The British helped orchestrate the march and propel Mussolini to power because they wanted to make him the key figure in a government which would be useful to them,” he told The Times.

Thousands of Mussolini’s followers descended in Rome on October 28, persuading Italy’s king to ask him to form a government.

Documents from the UK National Archives reveal that the British ambassador to Italy, Sir Ronald Graham, was in touch with the leaders of the march days before the event as they gathered in a palazzo in Perugia owned by Romeo Adriano Gallenga Stuart, a half-English aristocrat who the book claims was an informant for British intelligence.

During the march Graham cabled London to say one of his secretaries was being “constantly” updated by the marchers as they converged on Rome. “We believe the ambassador was giving the fascists useful advice,” the book’s second co-author, Mario José Cereghino, said.

British officials hoped to use Mussolini to give them a strategic edge over rival powers in the Mediterranean.

According to recently released documents, Sir Samuel Hoare, who knew Mussolini when he was head of British intelligence in Rome between 1917 and 1918, later claimed that British money had been used to “form the Fascist Party and to finance the march on Rome”.

Nero di Londra will be published in Italy this week before the 100th anniversary of the march and as Mussolini returns to the spotlight after the election victory last month of the Brothers of Italy party, which evolved from Italy’s postwar fascist MSI party.

After the 1922 march Graham met Mussolini and sent London a glowing report, saying he was impressed by his “discipline”.

Mussolini’s secret relationship with Britain had started five years earlier in 1917, when he was working as a journalist and Hoare put him on the payroll of British intelligence, paying him £500 in five months. Italy at the time was fighting alongside the UK, France and the US in the First World War but Britain was afraid it would pull out of the conflict, just as revolutionary Russia did in 1918.

Flush with British money, Mussolini, then 34, urged his newspaper readers to keep up the war effort and sent his gang of violent veterans to break up peace protests.

Hoare, who later became Lord Templewood, revealed in 1954 that he had recruited Mussolini, before the British historian Peter Martland found evidence of payments in Hoare’s papers, which were made public in 2001.

Nero di Londra adds new details to those years, claiming Hoare used the codename The Count for Mussolini and worked with senior Italian freemasons to aid the dictator’s rise. British intelligence officers also used the Rome correspondent of The Times, William Kidston McClure, as middleman for communicating with pro-war groups.

Fasanella said Hoare brought to Rome his experience of working in the UK with the Anti-Socialist Union, which broke up left-wing meetings. “Hoare had specialised in the use of violence and propaganda in Britain and he brought that method to Italy,” he said. Cereghino added: “Mussolini’s career between 1917 and 1922 would not have taken the path we know without the influence of the British conservative establishment.”

Fonte / source:
— The Times London (03 Oct. 2022).
https://www.thetimes.co.uk/article/britain-secretly-backed-mussolinis-march-on-rome-pzsr2hpb8

Fonte / source:
— XXI APRILE, NATALE DI ROMA – Il Duce risponde alle acclamazioni dei Giovani Fascisti adunati in Piazza Siena per il concorso ginnico: accanto a Mussolini e` sir Oswald Mosley, Capo dei Fascisti inglesi. Il Mattino Illustrato, Anno X – No. 18 – Napoli (1933-XI): 296-297; in: RARA (22/11/2021) = https://wp.me/pbMWvy-2fd

RARA 2022. MARCIA SU ROMA: COME L’INTELLIGENCE MILITARE BRITANNICA CREO’ IL FASCISTA MUSSOLINI. The Times London (03 Oct. 2022) &  Nuovo Giornale Nazionale (21/09/2022).
Foto: NERO DI LONDRA – DA CAPORETTO ALLA MARCIA SU ROMA: COME L’INTELLIGENCE MILITARE BRITANNICA CREO’ IL FASCISTA MUSSOLINI. Nuovo Giornale Nazionale (21/09/2022).

2). ROMA – NERO DI LONDRA – DA CAPORETTO ALLA MARCIA SU ROMA: COME L’INTELLIGENCE MILITARE BRITANNICA CREO’ IL FASCISTA MUSSOLINI. Nuovo Giornale Nazionale (21/09/2022).

Anticipiamo alcuni brani del libro basato sugli archivi declassificati dell’Intelligence militare britannica conservati nell’università di Cambridge dal titolo “NERO DI LONDRA-DA CAPORETTO ALLA MARCIA SU ROMA: COME L’INTELLIGENCE MILITARE BRITANNICA CREO’ IL FASCISTA MUSSOLINI”, di Mario J. Cereghino e Giovanni Fasanella.

Per l’intanto…

MUSSOLINI E GLI INGLESI. LE ACCUSE DI GEORGE ORWELL AI CONSERVATORI BRITANNICI E LA SUA PROFEZIA SULLA FINE DI BENITO MUSSOLINI “GUILTY MEN”, COLPEVOLI.

Maggio 1940. In Francia, le truppe alleate sono state travolte in poche settimane dalle armate di Hitler. La sera del 31 di quello stesso mese, a Londra, tre giovani giornalisti si incontrano nella sede del quotidiano “Evening Standard”, nella centralissima Fleet Street. Sono convinti che si debba fare qualcosa per «galvanizzare l’opinione pubblica» e aiutarla a capire quanto siano stati «incompetenti e moralmente indifendibili» i governi conservatori degli anni precedenti. Ma che cosa? Uno di loro ha «l’idea di scrivere un instant book» per spiegare agli inglesi come le strategie dell’appeasement nei confronti di Hitler e Mussolini abbiano trascinato la Gran Bretagna sull’orlo della catastrofe. Esce così il libro “Guilty Men”, i colpevoli, un atto d’accusa al vetriolo contro l’establishment dei Tories. Il successo è sensazionale e coglie tutti di sorpresa: 220mila copie vendute in pochi mesi. Tra i colpevoli additati al pubblico ludibrio, c’è anche Samuel Hoare, il capo dell’Intelligence militare in Italia subito dopo Caporetto, accusato di aver sostenuto a lungo il regime fascista e di aver flirtato con i nazisti.
Il libro è firmato con uno pseudonimo, “Cato”, dietro il quale si celano tre brillanti giornalisti: Michael Foot, Frank Owen e Peter Howard. Il primo è di idee laburiste, il secondo è liberale e il terzo è un conservatore.


“THE TRIAL OF MUSSOLINI”, PROCESSO A MUSSOLINI

A Roma, nel pomeriggio del 25 luglio 1943, dopo essere stato sfiduciato dal Gran Consiglio del Fascismo, Mussolini viene arrestato per ordine di Vittorio Emanuele III.
A Londra, il celebre reporter Michael Foot ha subito l’idea di scrivere un secondo instant book. Viene pubblicato poche settimane dopo con il titolo “The Trial of Mussolini”, processo a Mussolini, e questa volta è firmato con lo pseudonimo “Cassius”. L’autore immagina che Mussolini finisca alla sbarra «a Londra, nel 1944 o nel 1945», con l’accusa di essere stato un despota spietato e di essersi macchiato di orrendi crimini per un ventennio e oltre. Ma l’establishment conservatore britannico è certamente «colpevole» di aver a lungo «supportato» il Duce. E con il pretesto di un processo, “Cassus”-Foot punta risolutamente il dito contro le ambiguità dell’ultraventennale «politica estera britannica» nei confronti dell’Italia.
In quell’assise fittizia allestita da Foot, scorrono così i principali esponenti della classe dirigente conservatrice al governo, a cominciare dal solito Samuel Hoare, accusato di aver brigato per «mantenere Mussolini al potere», a qualunque costo. Il libro bissa il successo di “Guilty Men”: 150 mila copie vendute in poche settimane.


“CHI SONO I CRIMINALI DI GUERRA?” LA PROFEZIA DI ORWELL.

“The Trial of Mussolini” viene recensito da un gigante della letteratura del Novecento, George Orwell, sulle pagine del quotidiano laburista “Tribune”, il 22 ottobre 1943. Il lungo articolo s’intitola «Who are the War Criminals?», chi sono i criminali di guerra?
Orwell si domanda «quali crimini» abbia effettivamente «commesso» Mussolini, posto naturalmente che gli si possano attribuire dei «misfatti». Nell’ambito della «politica di potenza», dal momento che non esistono «leggi» di alcun genere, non esistono neppure i «crimini», spiega. Usa un paradosso per arrivare al bersaglio. E lancia la sua provocazione: quali sono gli «aspetti» del «regime interno» mussoliniano passibili eventualmente di «giudizio» da parte di un qualsivoglia «organismo popolare» del Regno Unito? Non vi è infatti «alcuna furfanteria commessa da Mussolini tra il 1922 e il 1940 che non sia stata oltremodo glorificata dalle medesime persone che propongono adesso di portarlo alla sbarra», osserva Orwell. Insomma, insiste, com’è possibile che un’azione, in passato giudicata «lodevole» dall’establishment conservatore britannico, diventi ora «deprecabile» e per giunta «all’improvviso»?

Nel corso del surreale processo sceneggiato da “Cassius”, evidenzia Orwell, a Mussolini viene consentito di chiamare a testimoniare diverse personalità inglesi «sia vive che morte». Carte alla mano, l’ex Duce riesce così a «dimostrare» dinanzi alla Corte che, «sin dagli esordi» del suo regime, i «leader d’opinione britannici» lo avevano «incoraggiato a fare tutto quello che ha fatto». Insomma, afferma il grande scrittore, «il governo britannico e i suoi portavoce ufficiali» hanno sempre «appoggiato» Mussolini «nella buona e nella cattiva sorte». Di conseguenza, «risulta decisamente improbabile che i conservatori britannici» decidano ora di processarlo nel mondo reale, giacché «non vi è nulla di cui possano incolparlo, se non della dichiarazione di guerra del 1940».

Nell’opera di “Cassius”, rileva Orwell, Mussolini ammette di essere «colpevole dell’unico misfatto che conta», ossia il «crimine del fallimento». L’ex Duce arriva inoltre a concedere ai suoi «avversari» inglesi il «diritto di assassinarlo». Ma insiste sul fatto che non hanno alcun diritto di «incolparlo» dei molti delitti che gli vengono addebitati. Perché la «condotta» dell’establishment conservatore è sempre stata «simile» alla sua. La «condanna morale» da parte degli inglesi, afferma Mussolini dinanzi alla Corte, è dunque «assolutamente ipocrita».

A questo punto, Orwell torna a chiedersi se un processo a Mussolini potrebbe mai svolgersi «nella vita reale». È «improbabile», scrive, poiché l’ex Duce è «un ottimo capro espiatorio» finchè rimane «a piede libero». Ma si trasformerebbe in un «pericolo» se gli Alleati lo mettessero in «galera». E nel caso in cui alla fine fosse giustiziato, Orwell ricorda che i «tiranni messi a morte da un’autorità straniera» finiscono inevitabilmente per diventare «martiri e leggende». Come nel caso di Napoleone, morto a Sant’Elena prigioniero degli inglesi, nel 1821.

«Per quanto mi riguarda», afferma lo scrittore, «non vorrei» che Mussolini e Hitler fossero «messi a morte», a meno che la morte non fosse loro inflitta «in tutta fretta e con modalità non spettacolari». Insomma, se i tedeschi e gli italiani optassero per una «corte marziale» o un «plotone d’esecuzione», sarebbe legittimo «lasciarli fare». O ancor meglio: potrebbero lasciar «scappare» in Svizzera i due dittatori, con in mano «una valigia piena di titoli al portatore». Quello che conta, insiste Orwell, è che non vi sia «martirio alcuno», nessun affaire «tipo Sant’Elena». Soprattutto, che non si allestisca «alcun processo solenne e ipocrita ai criminali di guerra». Trascorso un po’ di tempo, infatti, gli «imputati» finirebbero per essere illuminati da una «luce romantica», capace in breve di trasformarli «da canaglie a eroi».

In buona sostanza, augura a Churchill e ai leader politici conservatori (e, dunque, anche a Sir Samuel Hoare) che il dittatore italiano tiri rapidamente le cuoia, magari per mano degli italiani stessi. Perché se fosse mai catturato e rinchiuso in galera in attesa di essere giudicato dalle potenze vincitrici, Mussolini si trasformerebbe automaticamente in un «pericolo» letale per Sir Winston e il suo cerchio magico. Tappargli subito la bocca, lascia intendere Orwell con macabra ironia, è quindi nell’interesse dell’establishment del Regno Unito.


È una profezia, quella di Orwell, che si avvera fatalmente sulle rive del Lago di Como nemmeno due anni dopo, alla fine di aprile del 1945: il Duce giustiziato dai partigiani italiani, e le borse piene di documenti, che aveva con sé al momento della cattura, scomparse nel nulla. Insieme alla memoria documentale dell’idillio tra Roma e Londra durante il Ventennio.
Che cosa avrebbe potuto dire di tanto imbarazzante, Mussolini, sui suoi rapporti con i conservatori britannici?

Il libro sarà disponibile dal 4 ottobre…
(Intanto il libro è prenotabile online attraverso il portale di Chiarelettere ( https://bit.ly/NeroDiLondra) o direttamente su Amazon (https://amzn.to/3qOIUYY)

Fonte / source:
— Nuovo Giornale Nazionale (21/09/2022).
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/cultura/8504-nero-di-londra-da-caporetto-alla-marcia-su-roma-come-l-intelligence-militare-britannica-creo-il-fascista-mussolini-di-mario-j-cereghino-e-giovanni-fasanella.html

S.v.,

RARA 2022. ROME – Sir Benito Mussolini, “G. C. B” – Britain ‘Secretly Backed’ Mussolini’s March on Rome. The Times London (03 Oct. 2022); TIME MAGAZINE (11 June 1923); The Illustrated News London (May 8 1923) & Nuovo Giornale Nazionale (21/09/2022).
Foto: British women ‘black-shirts’ in their uniforms, from the Sir Oswald Mosley’s British Union of Fascists and National Socialists, giving the fascist salute, in Liverpool, United Kingdom, c. 1936 – 1939.

RARA 2022. ROME – Sir Benito Mussolini, “G. C. B” – Britain ‘Secretly Backed’ Mussolini’s March on Rome. The Times London (03 Oct. 2022); TIME MAGAZINE (11 June 1923); The Illustrated News London (May 8 1923) & Nuovo Giornale Nazionale (21/09/2022) = (full text available / testo completo disponibile). https://wp.me/pbMWvy-3cD