Foto: ANSA ViaggiArt / Lazio (07/07/2021).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2021. ROMA – Il Colosseo, La Piazza, Il Museo, La Citta – “Trasformiamolo in museo diffuso”- Dipartimento di Architettura e progetto dell’Università La Sapienza di Roma. ANSA ViaggiArt / Lazio (07/07/2021). S.v., “Via Dell’ Impero” & “Viadotto della Via dell’ Impero / Via dei Fori”; in: Luigi Lenzi (1931), Guido Calza (1934), Guido Fiorini (1934-38), Antonio Cederna / “Occhio” (1981), Antonio M. Colini (1981), Arch. Costantino Dardi (1985) & Arch. Leonardo Benevolo (1988).

RARA 2021. Il Colosseo, La Piazza, Il Museo, La Citta  -  "Trasformiamolo in museo diffuso"- La Sapienza Roma. ANSA (07/07/2021). S.v.,  "Via Dell’ Impero" & “Viadotto della Via dell’ Impero", in: L. Lenzi (1931), G. Calza (1934), G. Fiorini (1934-38).
Foto: Prof. Arch. Orazio Carpenzano (2021).

1). ROMA – Il Colosseo, La Piazza, Il Museo, La Citta – “Trasformiamolo in museo diffuso”- Dipartimento di Architettura e progetto dell’Università La Sapienza di Roma. ANSA ViaggiArt / Lazio (07/07/2021).

ROMA, 07 LUG – Non solo i generosi i restauri finanziati da Della Valle. Per ridare davvero al Colosseo e ai Fori la capacità di “raccontare al meglio una storia nella quale si può rispecchiare il mondo intero”, ma anche per permettere a questo monumento icona di essere ritrovato e vissuto dai romani oltre che dai turisti, serve una riqualificazione dell’intera area archeologica centrale, che trasformi questo pezzo di città in un museo diffuso, un luogo senza recinzioni e steccati a dividere i monumenti, dove poter passeggiare, scoprire, stupirsi, vivere l’esperienza della storia.
Parte da questa considerazione, il lavoro del Dipartimento di Architettura e progetto dell’Università La Sapienza di Roma, che a 40 anni dalla proposta di Raffaele Panella e dal fermento culturale che animava la capitale negli anni 80 del Novecento -quando esplodeva l’Estate Romana di Nicolini e un architetto come Carlo Aymonino guidava battagliero “l’assessorato per gli interventi al centro storico”- riapre l’annosa e dibattutissima questione della risistemazione dell’area archeologica centrale, un tema che soprattutto nell’ultimo quarto del secolo scorso ha impegnato tanti dei più grandi nomi dell’architettura. Da Aymonino, appunto, a Vittorio Gregotti con Leonardo Benevolo, Massimiliano Fuksas, Mario Manieri Elia. Oltre ad archeologi e giornalisti come Adriano La Regina e Antonio Cederna.

RARA 2021. Il Colosseo, La Piazza, Il Museo, La Citta  -  "Trasformiamolo in museo diffuso"- La Sapienza Roma. ANSA (07/07/2021). S.v.,  "Via Dell’ Impero" & “Viadotto della Via dell’ Impero", in: L. Lenzi (1931), G. Calza (1934), G. Fiorini (1934-38).
Foto: ANSA ViaggiArt / Lazio (07/07/2021).


Certamente un tema che a dispetto dei decenni trascorsi è ancora attuale, ancora di più forse in questa fase di ripartenza dopo il blocco della città e del turismo dovuto alla pandemia. La riflessione degli architetti dell’Università romana si articola a più voci e si arricchisce del contributo di studiosi di restauro, soprintendenti, archeologi, storici, museologi. Ma soprattutto torna a mettere sul piatto – contributo ad una politica forse ancora troppo distratta- anche un progetto concreto, che a partire dall’Anfiteatro Flavio e dalla sua piazza, oggi caotica e inconsistente, propone di fare ordine ricomponendo l’intera zona dei fori con l’idea di trasformarla in un museo diffuso, cuore pedonalizzato della capitale al quale affidare “il racconto della storia di una città complessa e stratificata”. Frutto di una ricerca lunga tre anni coordinata da Orazio Carpenzano all’epoca direttore del Dipartimento di architettura e progetto oggi preside della Facoltà di Architettura della Sapienza (a guidare il Diap è ora Alessandra Capuano) , il progetto è il nucleo centrale di una pubblicazione in due volumi (IL COLOSSEO, LA PIAZZA, IL MUSEO, LA CITTÀ. Temi e progetti, Quodlibet Diap Print, euro 22 e euro 25) che verrà presentata questa sera alla Basilica di Massenzio da Daniele Manacorda ed Elisabetta Pallottino, alla presenza della direttrice del Parco archeologico Alfonsina Russo e dei due curatori Orazio Carpenzano e Filippo Lambertucci.

RARA 2021. Il Colosseo, La Piazza, Il Museo, La Citta  -  "Trasformiamolo in museo diffuso"- La Sapienza Roma. ANSA (07/07/2021). S.v.,  "Via Dell’ Impero" & “Viadotto della Via dell’ Impero", in: L. Lenzi (1931), G. Calza (1934), G. Fiorini (1934-38).
Foto: Prof. Arch. Orazio Carpenzano (2021).


L’idea è quella di un masterplan che metta insieme e ricomponga, amalgamandoli, i diversi elementi, dai monumenti archeologici agli edifici preesistenti, inserendone al contempo di nuovi, con spazi destinati al racconto della storia. Un lavoro di riequilibrio generale che prevede anche il recupero della leggibilità di quella che era la Valle del Colosseo e un forte ridimensionamento di via dei Fori Imperiali, ripensati come “tracciato mistilineo”. Per ospitare il racconto della fortuna iconografica del Colosseo verrebbe restaurato e finalmente riportato in vita il cinquecentesco Palazzo Silvestri Rivaldi, oggi in stato di totale abbandono. Nell’attuale, inutilizzato, Antiquarium dovrebbe trovare casa, invece, il Museo del Colosseo, dedicato alla storia del monumento, mentre un edificio di nuova costruzione dovrebbe recuperare l’area del Ludus Magnus ricostruendo per i visitatori l’esperienza gladiatoria e la storia dei giochi circensi. La stessa piazza del Colosseo, infine, verrebbe riconfigurata, a partire dal ridisegno della pavimentazione in forma di fondo neutro su cui lasciare in evidenza una selezione coerente delle tracce archeologiche.

RARA 2021. Il Colosseo, La Piazza, Il Museo, La Citta  -  "Trasformiamolo in museo diffuso"- La Sapienza Roma. ANSA (07/07/2021). S.v.,  "Via Dell’ Impero" & “Viadotto della Via dell’ Impero", in: L. Lenzi (1931), G. Calza (1934), G. Fiorini (1934-38).
Foto: ANSA ViaggiArt / Lazio (07/07/2021).

Con il volume della base dell’antico Colosso (anch’esso oggetto negli ’80 di un progetto di Carlo Aymonino poi non realizzato) che precisa l’ambito spaziale orientale e il margine del Colle Oppio che ricompone l’orografia dell’invaso.
La sfida è lanciata. L’obiettivo ora è superare l’isolamento degli studiosi, convincere la politica “che ciclicamente mostra buone intenzioni ma non ha mai tempo per impostare il tema”, come scrive nelle sue conclusioni il preside Carpenzano. La speranza, caparbia, rimane. Anzi, è il sentimento che sembra sostenere ogni singolo contributo di questo sforzo collettivo.
Perché il mondo intero, sottolinea appassionato l’architetto, vorrebbe conoscere e farsi incantare dalla nostra storia. “E noi, che svolgemmo un grande ruolo nell’epoca del Grand Tour, potremmo oggi coinvolgerlo in una specie di Globar Tour”.

Fonte / source:
— ANSA ViaggiArt / Lazio (07/07/2021).
https://www.ansa.it/canale_viaggiart/it/regione/lazio/2021/07/07/il-colosseo-trasformiamolo-in-museo-diffuso_6c21cf16-6005-4b6a-a8b8-c62f4264836f.html

RARA 2021. Il Colosseo, La Piazza, Il Museo, La Citta  -  "Trasformiamolo in museo diffuso"- La Sapienza Roma. ANSA (07/07/2021). S.v.,  "Via Dell’ Impero" & “Viadotto della Via dell’ Impero", in: L. Lenzi (1931), G. Calza (1934), G. Fiorini (1934-38).
Foto: ANSA ViaggiArt / Lazio (07/07/2021).

2). ROMA – Il Colosseo, La Piazza, Il Museo, La Città: Due volumi di progetti tra utopie e possibili realtà
a cura di Prof. Arch. Orazio Carpenzano & Prof. Arch. Filippo Lambertucci. Unfolding Rome (09/07/2021).

RARA 2021. Il Colosseo, La Piazza, Il Museo, La Citta  -  "Trasformiamolo in museo diffuso"- La Sapienza Roma. ANSA (07/07/2021). S.v.,  "Via Dell’ Impero" & “Viadotto della Via dell’ Impero", in: L. Lenzi (1931), G. Calza (1934), G. Fiorini (1934-38).
Foto: ANSA ViaggiArt / Lazio (07/07/2021).

Nella splendida cornice della Basilica di Massenzio si è presentato al pubblico l’uscita editoriale di due volumi dal titolo: “Il Colosseo, la piazza, il museo, la città”, editore Quodlibet. Raccolta, di risultati ottenuti, da una lunga e laboriosa ricerca d’investigazione progettuale del Dipartimento di Architettura e Progetto dell’Università Sapienza di Roma a cura dei professori Orazio Carpenzano e Filippo Lambertucci. I professori curatori del progetto, hanno proposto ai loro studenti di partire da due semplici domande:”Dov’è la piazza del Colosseo? Cos’è il Colosseo per i visitatori di tutto il mondo e cos’è per i Romani.Un ottimo lavoro dell’Università, che trova e propone soluzioni in un’area iconica ma culturalmente indecifrabile e carente di servizi, tanto da mortificarne la fruizione. Questi due volumi sono la sintesi di considerazioni tra patrimonio storico ed esigenze funzionale della città di Roma. Un progetto di un museo vivo da vivere, che si propone di ridefinire l’invaso del Colosseo, i Fori, armonizzandoli con l’anfiteatro Flavio. Progetti e testi di saggi e prestigiosi studiosi, urbanisti e archeologi esperti dell’area, offrono uno strumento di comprensione all’indagine e alle sue proposte. L’architettura ha accettato la sfida e risposto alla chiamata di svolgere un ruolo
narrante, proponendo uno sviluppo delle strutture espositive, tra l’interno e l’esterno, tra pubblico e privato, ipotizzando attraverso lo “scambio di cultura”, uno “scambio di vita”. Massima fruizione e apertura totale, non solo a una ristretta cerchia preparata e colta ma a servizio di una collettività autoctona o di passaggio. Secondo il curatore Prof. Orazio Carpenzano: “la storia è e deve essere contemporanea, un filo trasversale invisibile unirà le varie epoche”. La storia come codifica di complessità e poesia. La storia come stratificazioni che non temono cancellazioni e questi segni, dati da emotività più che conoscenza, devono essere colmati. Sul Palco la moderatrice Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo, mentre per la presentazione dei progetti, Daniele Manacorda, tesoriere dell’area Archeologica e importante sostenitore dell’archeologia urbana ed Elisabetta Pallottino, professore ordinario, dipartimento di Architettura Roma Tre. Entrambi hanno sottolineato il grande lavoro svolto dall’Università Sapienza, muovendo osservazioni e critiche. Un monito di attenzione arriva da Elisabetta Pallottino che mette in guardia gli architetti progettisti nel dare senso alla frammentazione e di proporre un progetto che sia inscindibile dal palinsesto.
Daniele Manacorda lamenta una mancata regia, unitaria e territoriale dovuta dalla storia politica pregressa, che rischia di riproporsi ancora. È intimorito, se non infastidito dal numero di musei presente nel progetto proposto, temendo una cancellazione, intesa come recinzione dei luoghi a discapito di una fruizione collettiva e immediata. Tutti d’accordo nel credere alla possibilità di far rifiorire un luogo così prezioso e così complicato, in cui la cultura contemporanea riscopra il valore di un’immagine simbolica.

Fonte / source:
— Unfolding Rome (09/07/2021).
https://www.unfoldingroma.com/autore/15356/il-colosseo,-la-piazza,-il-museo,-la-citt%C3%A0/

RARA 2021. Il Colosseo, La Piazza, Il Museo, La Citta  -  "Trasformiamolo in museo diffuso"- La Sapienza Roma. ANSA (07/07/2021). S.v.,  "Via Dell’ Impero" & “Viadotto della Via dell’ Impero", in: L. Lenzi (1931), G. Calza (1934), G. Fiorini (1934-38).
Foto: ANSA ViaggiArt / Lazio (07/07/2021).

3). ROMA – Prof. Arch. Orazio Carpenzano, Il nuovo piano dell’arena del Colosseo. Roma (2021).

a proposta tecnologica si avvale di un sistema di azionamento automatico lungo un binario anulare, che consente di svelare, nella sua apertura, una vasta porzione di ipogei. Tale struttura, priva di elementi di appoggio intermedi, non interferisce con il paesaggio dell’area sottostante.
La relazione tra architettura e cinematismo, che ha origini molto antiche ed è un tratto saliente del Colosseo, garantisce anche una grande flessibilità d’uso per le future esigenze di fruizione del piano. Come nel caso del Teatro Totale di Gropius e Piscator, il campo della rappresentazione può coinvolgere l’intero recinto dell’Anfiteatro in questa azione performativa. La scena suggerisce forme flessibili e omnicomprensive, organiche e naturali ma anche totalmente artificiose e tecnologiche.
C’è un dentro e un fuori della membrana: dal grado zero di puro piano di calpestio, attraverso il movimento di apertura, le due regioni topologiche trovano un punto di scambio. La membrana dell’oculus ritaglia l’universo visivo e costringe ad una visione conoscitiva e consapevole, attirando lo sguardo verso le viscere del monumento. Si tratta di una teatralizzazione dell’intera realtà machiniste dell’Anfiteatro che non dimentica l’uomo tra le variabili della scena, per l’acquisizione di una nuova configurazione artistica della rovina.
In uno scambio di icone, che vanno dal teatro meccanico all’occhio di Lédoux, il taglio del piano suggerisce il movimento dello sguardo critico sul corpo disarticolato della Storia, pronto a ricomporsi in un nuovo organismo che guarda al futuro: l’esperienza perduta da rimettere in gioco.
La struttura del nuovo piano dell’arena è quindi spazio topografico, campo di relazione. La superficie lignea di calpestio cela un dispositivo ad altissimo contenuto tecnologico, un habitus dove gli apparati luministici, gli impianti per il controllo climatico e quelli meccanici che consentono la riconfigurazione dello spazio, vengono accolti assicurandone la perfetta coabitazione con le archeologie sottostanti. Questa facies interna dell’ovale assume un valore estetico autonomo che ne esalta il carattere macchinistico, alludendo al complesso sistema di tecnologie che nell’antichità abitavano lo spazio della movimentazione scenica. La tensione qui si esprime nel confronto diacronico con la materia muraria dei resti, in origine cosparsa dalla sabbia gialla delle cave di Monte Mario.
All’esterno si passa dallo spazio tridimensionale a quello bidimensionale, attraverso una curvatura continua dall’andatura lenticolare. In questa ambivalente dimensione della materia e della forma, il progetto assume più dimensioni di senso: una intervisibilità capace di attivare forti risonanze tra fuori e dentro, ed una spazialità analitica che esprime corrispondenze e sconnessioni tra le parti costitutive del campo percettivo. Una spazialità semantica, evocativa delle stratigrafie e delle storie che si scrivono nel luogo, comprese le tracce materiali e immateriali dei corpi di tutti gli uomini che lo hanno abitato. Uno spazio in bilico, che affonda la propria immagine in quei segni, riferibili alla sua Storia, dove si dissolvono racconto e leggenda, profondità e superficie, rischio e sicurezza, antichi miti e nuovi riti.
La superficie resta un’unica regione, il cui confine è inciso nella forma dell’arena: un campo statico ma tensivo e deformato, che consente allo spazio di descrivere le sue mutazioni. La forza centrifuga del piano convesso compensa la perentoria attrazione centripeta e autoreferente dell’impianto geometrico dell’Anfiteatro. Due grandi incisioni abitano la superficie: il cerchio traforato dello scudo apribile e l’impronta, accennata da una sola linea, dell’ardito progetto di Carlo Fontana per la Chiesa dei Martiri, rendono ambigua e polisemica la dimensione euclidea dell’ovale. Le due grandi tracce ritrovano, nella memoria della loro posizione originaria, la dimensione della Storia, che rende compresenti i tempi delle realtà materiali e di quelle immaginate.

Fonte / source:
— Prof. Arch. Orazio Carpenzano / Roma (2021).
http://www.oraziocarpenzano.com/Progetti/il-nuovo-piano-dellarena-del-colosseo/?lang=it

RARA 2021. Il Colosseo, La Piazza, Il Museo, La Citta  -  "Trasformiamolo in museo diffuso"- La Sapienza Roma. ANSA (07/07/2021). S.v.,  "Via Dell’ Impero" & “Viadotto della Via dell’ Impero", in: L. Lenzi (1931), G. Calza (1934), G. Fiorini (1934-38).
Prof. Arch. Orazio Carpenzano et al., Roma: Quodlibet (2021).

Fonte / source, foto:
— Prof. Arch. Orazio Carpenzano et al., Il Colosseo, la piazza, il museo, la città. Progetti. Roma: Quodlibet (2021): 1-240. https://www.quodlibet.it/libro/9788822912336

RARA 2021. Il Colosseo, La Piazza, Il Museo, La Citta  -  "Trasformiamolo in museo diffuso"- La Sapienza Roma. ANSA (07/07/2021). S.v.,  "Via Dell’ Impero" & “Viadotto della Via dell’ Impero", in: L. Lenzi (1931), G. Calza (1934), G. Fiorini (1934-38).
Prof. Arch. Orazio Carpenzano et al., Roma: Quodlibet (2021).

— Prof. Arch. Orazio Carpenzano et al., Il Colosseo, la piazza, il museo, la città. Temi. Quodlibet (2021): 1-140.
https://www.quodlibet.it/libro/9788822906311

S.v.,

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTERA 2021: Tempio Della Pacis & Il Nuovo 'Visitor Center' del Foro, 2014-21; in: O. Carpenzano, (2020) [= ITA. / ENG. PDF] & L. Scaroina (2014-15) [PDF]. Tempio della Pace (ca. 1930), Alvaro de Alvariis (2012).
Foto: Roma, Il Tempio Della Pacis & Il Nuovo ‘Visitor Center’ del Foro Romano, 2014-21; in: Orazio Carpenzano, et al (2020).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTERA 2021: Roma, Il Tempio Della Pacis & Il Nuovo ‘Visitor Center’ del Foro Romano, 2014-21; in: Orazio Carpenzano, et al (2020) [= ITALIANO / ENGLISH in PDF] & Luigi Scaroina (2014/2015) [in PDF]. Foto: Foro e Tempio della Pace / Via Salara Vecchia / Via dell’ Impero (ca. 1930), in: Alvaro de Alvariis (03/09/2012). https://wp.me/pbMWvy-1sF

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA 2021: “Viadotto della Via dei Fori Imperiali”; in: OCCHIO (03/03/1981): 12 [in PDF]. S.v., I Fori Progetto, Antonio M. Colini (1981), Arch. Costantino Dardi (1985) & Arch. Leonardo Benevolo (1988).
Foto: “Viadotto della Via dei Fori Imperiali”; in: OCCHIO (03/03/1981): 12 / Archivio Antonio Cederna (2021).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA 2021: “Viadotto della Via dei Fori Imperiali”; in: OCCHIO (03/03/1981): 12 [in PDF]. S.v., I Fori Progetto, Antonio M. Colini (1981), Arch. Costantino Dardi (1985) & Arch. Leonardo Benevolo (1988). E la ripresa del regime Pontificio (1855-56) e del regime Fascista (1931/1938). https://wp.me/pbMWvy-10k