Foto: Virginia Raggi / Facebook (04/05/2021).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2021. “Roma. Nascita di una capitale 1870-1915”, la sindaca Raggi visita a mostra di Palazzo Braschi. Virginia Raggi / Facebook (04/05/2021) & Museo di Roma / Palazzo Braschi (05/2021).

1). ROMA – Nascita di una capitale 1870-1915”, la sindaca Raggi visita a mostra di Palazzo Braschi. Virginia Raggi / Facebook (04/05/2021).

Da oggi al Museo di Roma a Palazzo Braschi romani e turisti possono ammirare la meravigliosa mostra “Roma. Nascita di una capitale 1870-1915”, pensata per raccontare – insieme ai grandi eventi che hanno segnato la storia della città, dalla Breccia di Porta Pia alla Prima guerra mondiale – il cambiamento che questo passaggio epocale ha prodotto nella vita delle persone. La nostra città è nata, è cresciuta e si è trasformata grazie ai sacrifici e all’impegno di italiani giunti da ogni parte del Paese come da tanti stranieri che negli anni l’hanno scelta come propria città.
Molti sono i contributi che ci hanno consentito di raggiungere questo risultato. Ringrazio le curatrici della Sovrintendenza Capitolina, Federica Pirani e Gloria Raimondi, e Flavia Pesci, agli architetti Jacopo Benedetti e Sveva Di Martino che hanno progettato l’allestimento. Desidero ringraziare per la consulenza scientifica, il comitato presieduto dal Professor Vittorio Vidotto, e, per la collaborazione tecnico-scientifica, i Dipartimenti di Architettura e di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Roma Tre, l’Archivio della Fondazione Primoli, l’Istituto Luce-Cinecittà, la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, il Museo Ebraico di Roma, il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso e alla Fondazione Cineteca di Bologna, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Comitato Roma 150. La mia gratitudine va infine ai prestatori pubblici e privati delle opere esposte.
Senza la disponibilità e la collaborazione di tante istituzioni e persone non sarebbe stato possibile realizzare questa mostra, che ci invita a riflettere sul passato recente per progettare il futuro: quello di una città dalla vocazione universale come Roma. Insieme possiamo affrontare le sfide per il futuro.

Fonte / source:
— Virginia Raggi / Facebook (04/05/2021).
https://fb.watch/5hXzbgXZ3J/

Fonte / Source, Foto:
— Pubblilaser Srl #produzionigrafiche / Facebook (04/05/2021).
https://www.facebook.com/Pubblilaser

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2021. "Roma. Nascita di una capitale 1870-1915”, la sindaca Raggi visita a mostra di Palazzo Braschi. Virginia Raggi / Facebook (04/05/2021) & Museo di Roma / Palazzo Braschi (05/2021).
Foto: Virginia Raggi / Facebook (04/05/2021).

2). ROMA – Roma. Nascita di una capitale 1870-1915: Sale espositive del I piano, Museo di Roma / Palazzo Braschi. (04/05 – 26/09/2021).

La mostra rientra nell’ambito delle iniziative che celebrano i centocinquanta anni dalla proclamazione di Roma Capitale organizzate dalla Sovrintendenza Capitolina. L’esposizione, a cura di Federica Pirani, Gloria Raimondi e Flavia Pesci, con la consulenza scientifica del Prof. Vittorio Vidotto, intende presentare, insieme ai grandi eventi che hanno segnato la storia della nuova capitale dal 1870 fino agli anni del primo conflitto mondiale, anche le profonde trasformazioni fisiche del corpo della città, nelle sue strade, piazze, ville e delle sue componenti sociali.

Al grande dipinto di Michele Cammarano con la Breccia di Porta Pia, che per la sua valenza simbolica apre il percorso espositivo, fanno da contrappunto alcuni fotogrammi del film “La presa di Roma” (1905) di Filoteo Alberini, documento storico presentato per la prima volta in quell’anno sulle mura di Porta Pia e in seguito riproposto in tutte le ricorrenze dell’evento. L’importanza dell’avvenimento e la fortuna della sua iconografia saranno rappresentati da dipinti (Bartolena, Ademollo, Tranzi) e da fotografie originali che ricostruiscono l’evento. Ai ritratti in pittura e scultura dei protagonisti (Cavour, Garibaldi, Mazzini, Vittorio Emanuele) si alternano numerosi dipinti e documenti celebrativi del Plebiscito, di carattere ufficiale e popolare (Luigi Riva, Plebiscito a Roma, Vincenzo Giovannini, Il tricolore agli Orti Farnesiani), che evidenziano la risonanza dell’evento a Roma e nel Regno.

Il visitatore poi ripercorre le trasformazioni urbanistiche della Capitale attraverso l’esposizione di modelli, progetti architettonici e bozzetti decorativi degli edifici più significativi costruiti in quegli anni con una ricca documentazione d’archivio sulla storia delle demolizioni (apertura delle grandi arterie di Via Nazionale e Corso Vittorio Emanuele) e della realizzazione dei monumenti più rappresentativi ed emblematici dell’epopea risorgimentale (Palazzo del Parlamento, Palazzo di Giustizia, Vittoriano).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2021. "Roma. Nascita di una capitale 1870-1915”, la sindaca Raggi visita a mostra di Palazzo Braschi. Virginia Raggi / Facebook (04/05/2021) & Museo di Roma / Palazzo Braschi (05/2021).
Foto: Pubblilaser Srl / Facebook (04/05/2021).

2.1). CITTÀ ANTICA E CITTÀ MODERNA NELLA COSTRUZIONE DI ROMA CAPITALE
La sala si apre con un’ampia rassegna di tavole, eseguite dall’architetto Felice Cicconetti su incarico dell’archeologo inglese John Henry Parker, a documentazione dello stato delle Mura Aureliane – di proprietà comunale fin dal 1847 – negli anni immediatamente precedenti la presa di Roma.
Nel primo ventennio di Roma Capitale, la cura delle testimonianze monumentali della città antica e della città papale e la soluzione del loro rapporto con le trasformazioni in atto erano affidate alle due amministrazioni del nuovo Stato italiano e del Comune di Roma, in parti non sempre chiaramente definibili, disuguali e spesso conflittuali. Alla città antica il plebiscito del 2 ottobre 1870 riservò fin da subito un ruolo primario.
Nel 1872, il Comune affidò la cura dei monumenti di sua competenza alla Commissione Archeologica Comunale, presieduta dallo stesso sindaco della città. Ne facevano parte personalità già molto note nel loro ambito scientifico e istituzionale: Pietro Ercole e Carlo Ludovico Visconti, Giovanni Battista De Rossi, Rodolfo Lanciani, Pietro Rosa, Virginio Vespignani, Augusto Castellani, Filippo Maria Vitelleschi. Il lavoro incessante della Commissione – che doveva prendersi cura anche dei monumenti venuti alla luce nel corso della costruzione dei nuovi quartieri previsti dai piani regolatori del 1873 e del 1883 – segnò un momento di avanzamento della cultura topografica romana, affidato soprattutto a un’accurata documentazione grafica dei resti emergenti della città antica: ne sono un esempio la pianta dell’Esquilino di Costantino Sneider, le due piante del quartiere Testaccio e un campione dei numerosi disegni fatti eseguire dalla Commissione.
All’ingegnere comunale Pietro Narducci furono affidati lo studio e la parziale riattivazione del sistema fognario antico, accuratamente indagato e riportato nella pianta generale delle fogne urbane da lui pubblicata nel 1889. Il modello ligneo al centro della sala dà conto dei lavori che spettavano allo Stato, responsabile della tutela dei monumenti pubblici e degli scavi del Regno: al 1871, gli scavi del Foro Romano, già avviati dal governo pontificio fin dall’inizio del secolo, erano ancora in una fase di transizione.

Le strutture antiche portate alla luce nei decenni successivi sono visibili nella foto area da pallone frenato, fatta eseguire da Giacomo Boni agli inizi del XX secolo. Lo Stato e il Comune lavorarono insieme alla realizzazione della “passeggiata archeologica”: un progetto urbano, promosso nel 1887 dalla Legge Baccelli-Bonghi e completato nel 1914, che fu anche il luogo di sperimentazione della tutela dei nuovi paesaggi archeologici. Ai fini della conoscenza della città antica, anche la monumentale Forma Urbis Romae, pubblicata da Lanciani tra il 1893 e il 1901 (di cui si espone la riproduzione di uno stralcio riguardante l’area archeologica centrale e l’Esquilino), evidenzia il lavoro compiuto dalle due amministrazioni negli anni della costruzione della capitale.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2021. "Roma. Nascita di una capitale 1870-1915”, la sindaca Raggi visita a mostra di Palazzo Braschi. Virginia Raggi / Facebook (04/05/2021) & Museo di Roma / Palazzo Braschi (05/2021).
Foto: Virginia Raggi / Facebook (04/05/2021).

2.2). DAL VITTORIANO ALL’ALTARE DELLA PATRIA
Un disegno di legge del 1878 disponeva di erigere “in Roma un monumento nazionale alla memoria di Re Vittorio Emanuele, liberatore della Patria, fondatore della sua Unità”, un mausoleo permanente per celebrare il primo re d’Italia, che aveva portato a compimento il processo di unificazione.
Il Colle capitolino fu scelto per collocare in una posizione dominante il grande monumento; per le sue colossali dimensioni l’edificio rivoluzionò un intero quartiere ergendosi al centro di ampi spazi vuoti, nascondendo e sovrastando l’antica Roma dei Fori, creando un’immediata visione prospettica di piazza del Popolo e, al contempo, collegandosi al Tevere tramite il nuovo corso Vittorio Emanuele.
Il progetto di Giuseppe Sacconi, vincitore del secondo concorso del 1882 (dopo un primo nel 1880 rimasto senza esito), esigeva numerosi espropri e demolizioni di edifici preesistenti nella zona adiacente al Campidoglio, effettuati grazie a un preciso programma stabilito dal Governo di Agostino Depretis. Furono sacrificati interi quartieri, edifici e palazzi medievali (tra cui l’antico convento annesso alla chiesa di Santa Maria in Aracoeli), non senza l’opposizione di importanti personalità della politica e della cultura, per ricavare lo spazio di quella che era un tempo piazza San Marco, divenuta poi piazza Venezia.
La prima pietra fu posta solennemente da Umberto I di Savoia nel 1885 e l’inaugurazione, il 4 giugno del 1911 per il 50° anniversario dell’Unità d’Italia, avvenne alla presenza del sindaco Nathan e del presidente del consiglio Giolitti, di fronte a migliaia di partecipanti. Ma al momento dell’inaugurazione la costruzione era ancora largamente incompleta e le operazioni di isolamento si protrassero oltre la metà degli anni Venti, mentre il complesso architettonico potrà dirsi compiuto solo intorno al 1935.
Il monumento è concepito da Sacconi come un moderno “foro” aperto ai cittadini, in marmo bianco disposto su tre livelli comunicanti con scalinate, culminante in un grandioso colonnato neoclassico inserito tra due portici. La statua equestre di Vittorio Emanuele, fulcro dell’intero monumento, rimanda al Marco Aurelio capitolino, mentre lo scenografico apparato decorativo di Vittorie alate in marmo e bronzo dorato esalta simbolicamente il compimento dell’unità nazionale, rimandando ad altre Vittorie presenti sul coevo Ponte Vittorio. Giulio Bargellini e Antonio Rizzi eseguirono le decorazioni dei mosaici delle lunette, di cui si presentano qui alcuni bozzetti preparatori.
Nato con lo scopo esplicito di divenire il simbolo stabile di una patria unita, sollecitando il senso identitario e di appartenenza degli Italiani, il monumento s’impone di fatto per il suo gigantismo sproporzionato e anomalo, un corpo estraneo nella città in evidente contrasto con le architetture circostanti, improntate – come disse Marcello Piacentini nel 1916 – a un “carattere pittoresco, e non grandioso”.

Fonte / Source, Foto:
— Museo di Roma / Palazzo Braschi. (04/05 – 26/09/2021).
http://www.museodiroma.it/it/mostra-evento/roma-nascita-di-una-capitale-1870-1915